- SEI UN CONSULENTE FINANZIARIO AUTONOMO?
- Scopri i vantaggi del nostro servizio
Quali gambe ha questo toro?
Non se lo aspettava proprio nessuno. Il 2019, dopo una fine 2018 terrificante per quasi tutte le asset class, è partito alla grande. Nei primi due mesi e mezzo dell'anno l’Msci World, che raccoglie i titoli dei principali mercati sviluppati, è salito di oltre il 10%, mentre l’Msci Europe ha registrato una crescita quasi uguale in dollari, valuta che appare decisamente in forma almeno nei confronti delle divise occidentali. L’S&P 500 in termini di total return ha generato una performance superiore a +10,5%, mentre il Nasdaq composite ha addirittura superato +13%.
Ma ci si può fidare di questo rally? Possiamo dire che dopo qualche mese di paura è tornato il bello sui mercati mondiali?
In verità a crederci non sono in molti e non sono pochi gli operatori finanziari che ritengono che la situazione dei mercati resti molto fragile. Per quanto riguarda i profitti, infatti, molte società di primissimo piano hanno fortemente ridimensionato le previsioni per il 2019 . L'S&P 500 ha visto i tagli più pronunciati dal primo trimestre del 2016, anche se la maggior parte delle sforbiciate si è concentrata in alcuni comparti estremamente ciclici: l'It, in particolar modo i semiconduttori, l'energia e i materiali di base.
La diminuzione della crescita dei profitti, unita alla risalita delle quotazioni ha portato le valutazioni su livelli non particolarmente economici. All'inizio del 2019, le stime erano meno elevate di quanto lo siano oggi. Per riassumere: l'indice S&P 500 ha visto le previsioni sul suo rapporto prezzo/utili passare da 14,3x a 16,7x, mentre l’Euro Stoxx 50 è salito da 11,04x a 13,02x. Anche l'indice Msci Emerging Markets ha evidenziato una crescita da 10,5x a 12,3x.
Una certa paura deriva anche dal fatto che il ciclo economico favorevole è ormai uno dei più lunghi della storia. La durata dell'attuale espansione economica fa sorgere il sospetto, infatti, che ci si stia avvicinando al termine della corsa per le principali economie del pianeta: attualmente siamo al 114° mese di crescita e questa è già la seconda espansione più lunga della storia, avvicinandosi alla ripresa economica iniziata nel marzo 1991 e durata 120 mesi.
Non a caso all'inizio dell'anno i mercati hanno segnato una forte crescita dovuta perlopiù al cambiamento di passo delle banche centrali il cui atteggiamento si è fatto più accomodante. Tuttavia, il ciclo economico globale continua a rallentare e i rischi esogeni permangono.
E tra i rischi che ancora restano sul tavolo c’è soprattutto il rischio politico, con la questione della guerra commerciale in primis. Al momento Cina e Stati Uniti stanno dialogando in maniera molto positiva, ma non tutti i temi sono stati risolti e potrebbero emergere ancora tensioni. Inoltre una nuova fase protezionista da parte degli Stati Uniti nei confronti delle importazioni di auto potrebbe essere molto negativa a livello globale e soprattutto per l’Europa. Sempre sul piano del rischio politico, soprattutto in Europa una Brexit no-deal, è ancora tra le eventualità più probabili.
Infine l’Italia, con tutti i problemi che ha. Mario Draghi ha garantito che per tutto il 2019 non cresceranno i tassi di interesse nell’Eurozona, ma notoriamente a fine anno a presiedere la Banca Centrale Europea vi sarà una persona diversa, che potrebbe muoversi con un'ottica e obiettivi differenti rispetto a quanto visto in questi anni. E ciò non farebbe per nulla bene all’intero sistema Italia.
In conclusione, i mercati si stanno godendo un’insperata fase toro, proprio nel momento in cui tutti temevano che stesse per arrivare un duro confronto con la realtà. Ma certo che la realtà è ancora lì, con tutta la sua forza. E non è per nulla detto che abbastanza presto riporti tutti con i piedi per terra.