- SEI UN CONSULENTE FINANZIARIO AUTONOMO?
- Scopri i vantaggi del nostro servizio
Energia: con rincari più rischi di errore delle Banche centrali
La guerra ha fatto lievitare i costi energetici e aumentato l’incertezza: molte oscillazioni finanziarie derivano però da fattori tecnici e bassa liquidità, più che dal cambio dei fondamentali economici. Le Banche centrali rischiano errori di politica monetaria, combattute tra inflazione e crescita.
La guerra in Medio Oriente, già nella quarta settimana, inizia ad avere un impatto diretto sull’economia globale. I missili continuano a colpire gli impianti petroliferi e del gas, mentre lo Stretto di Hormuz resta chiuso, ostacolando il trasporto della commodity ‘energia’.
Il prezzo del petrolio Brent si mantiene stabilmente sopra i 100 dollari al barile, e il gas naturale in Europa costa ormai il doppio rispetto ai livelli precedenti alla guerra.
La sequenza di notizie, che passa continuamente dal pessimismo all’ottimismo, provoca – come osserva Arif Husain, CFA, head of global fixed income e chief investment officer di T. Rowe Price - forti oscillazioni dei prezzi nei mercati energetici. Approfondisci l'incognita petrolio su FondiOnline.it.
L’economia prima della guerra
L’economia globale mostrava già segnali di fragilità prima del conflitto. Tra questi l’inflazione: era in aumento in molti Paesi e la politica cinese aveva iniziato a invertire il trend che, negli ultimi anni, aveva contribuito a mantenerla bassa.
Le misure a sostegno delle industrie in difficoltà hanno ridotto i fattori disinflazionistici che prima venivano esportati a livello globale.
Un altro elemento di incertezza era rappresentato dall’IA. Nel breve, costruire e gestire data center costa molto e può far salire i prezzi. Nel lungo periodo, però, l’IA potrebbe rendere il lavoro più efficiente, ridurre la domanda di manodopera e aiutare a contenere l’inflazione.
L’effetto potrebbe richiedere tempo a manifestarsi, ma questa prospettiva – secondo l’esperto - aiuta comunque a mantenere stabili le aspettative sui prezzi futuri. Infine, la crescita Usa era pronta a riprendersi grazie a stimoli fiscali, taglio Fed e rimborsi fiscali record. Anche in altri Paesi, con politiche fiscali e monetarie espansive, soprattutto nel settore della difesa, stavano creando un contesto favorevole.
L’impatto immediato della guerra
Con lo scoppio del conflitto l’orizzonte è cambiato bruscamente. L’effetto più evidente di questo è rappresentato dall’aumento dei costi energetici.
La chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni agli impianti nel Medio Oriente suggeriscono infatti che i vincoli all’offerta potrebbero persistere anche dopo la fine della guerra.
Nonostante l’incertezza sulla sua durata, Husain ritiene probabile una de-escalation, poiché gli incentivi politici, economici e logistici spingono verso una soluzione rapida della crisi. Sul fronte dei mercati finanziari, molte oscillazioni dei prezzi non riflettono cambiamenti fondamentali, ma derivano da movimenti tecnici.
La chiusura forzata di posizioni molto popolari e la scarsa liquidità di alcuni mercati hanno amplificato i movimenti. Ad esempio, a questo proposito, arriva dai rendimenti a breve termine dei Gilt, i titoli di Stato britannici, sono saliti di 100 punti base in pochi giorni principalmente a causa di ragioni tecniche, più che per mutamenti reali nell’economia.
Strategie per gli investitori
In questo contesto, secondo l’esperto, proteggersi dall’inflazione resta la priorità. I titoli indicizzati ai prezzi al consumo (CPI) possono offrire una copertura efficace, soprattutto considerando le prossime rilevazioni dei prezzi.
Le mosse delle Banche centrali rappresentano un’altra variabile chiave. Un aumento eccessivo dei tassi rischierebbe di soffocare la crescita, mentre un approccio troppo prudente potrebbe alimentare ulteriormente le aspettative di inflazione.
La presenza di governatori prossimi alla fine del mandato (tra cui Jerome Powell) potrebbe favorire decisioni aggressive o conservatrici, aumentando la volatilità. Le opportunità più interessanti si trovano nei mercati valutari, dove la volatilità può creare occasioni di rendimento, e nei mercati globali dei tassi, sfruttando le differenze tra i Paesi. Leggi le strategie anti-inflazione su FondiOnline.it.
In questo modo, secondo Husain, gli investitori possono ottenere rendimenti interessanti con rischi relativamente contenuti, concentrandosi sul valore relativo piuttosto che sulla direzione generale dei rendimenti.
Parole chiave:
Articoli correlati