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Carburanti: taglio accise non basta, famiglie in difficoltà
Autotrasportatori e professionisti della mobilità subiscono aumenti molto elevati, anche oltre 12mila euro annui per veicolo, con difficoltà a trasferirli sui clienti. Il rincaro dei carburanti si riflette su tutta la filiera logistica e sui beni di consumo, con effetti su famiglie e imprese.
Il recente taglio delle accise sui carburanti, seppur salutato come un primo provvedimento preso dal Governo in risposta ai recenti rincari, rischia di avere effetti limitati per i cittadini e le imprese.
A evidenziarlo è Federconsumatori, sottolineando in una nota come i sovrapprezzi applicati dai distributori stiano annullando gran parte dei benefici.
Nonostante il doveroso (e dai consumatori molto atteso) abbassamento delle accise – spiega l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori – i prezzi continuano a crescere, generando ricadute di 530 euro annui per famiglia, tra costi diretti sui pieni e aumenti indiretti dei beni trasportati.
Necessari interventi più incisivi, duraturi e strutturali
Il comportamento di alcuni operatori, secondo l'associazione, è infatti 'estremamente grave' e richiede controlli urgenti da parte del Governo e delle Autorità competenti.
La misura varata dal Consiglio dei ministri, nel dettaglio, prevede una riduzione delle accise di 25 centesimi sia sulla benzina sia sul diesel e di 12 centesimi sul GPL per 20 giorni, con un risparmio stimato di circa 14,60 euro per automobilista.
Tuttavia, Federconsumatori accoglie sì favorevolmente il provvedimento, ma chiede interventi più incisivi, duraturi e strutturali, tra cui lo scorporo delle accise dall'IVA e la rimodulazione dell'IVA sui beni di largo consumo. Per approfondire le dinamiche fiscali e di guerra sui carburanti e inflazione, consulta le analisi FondiOnline.
I conti non tornano per le categorie più a rischio
A confermare la criticità della situazione arriva anche la CGIA, la quale sottolinea come - nonostante il taglio delle accise - il prezzo del diesel sia aumentato del 20,9% da inizio anno.
Per gli autotrasportatori con mezzi sotto le 7,5 tonnellate, il rincaro equivale a circa 12.350 euro annui per veicolo. Ma in difficoltà ci sono anche taxisti, Ncc, bus turistici e agenti di commercio, categorie che dipendono fortemente dai costi dei carburanti e non possono trasferire facilmente i rincari sui clienti.
Secondo la CGIA, nel nostro Paese circa l'80% delle merci viaggia su gomma, rendendo l'autotrasporto un settore strategico per l'economia.
Per la CGIA urge un intervento dell'Ue
La CGIA sottolinea inoltre come le misure nazionali da sole non bastino e sia necessario un coordinamento europeo per ridurre stabilmente le tasse sui prodotti energetici senza compromettere i conti pubblici.
La volatilità dei prezzi, combinata con la rigidità dei margini e la componente fiscale nazionale, mette infatti a rischio la sostenibilità economica di molte imprese.
Anche perché i veicoli elettrici non sono risparmiati dall'onda: negli ultimi 20 giorni il costo per ricaricare un mezzo full electric è passato da 70 a circa 100 euro, con un aumento del 43%.
A livello territoriale, le attività più colpite sono concentrate in Lombardia, Lazio e Veneto, mentre le province con il maggior numero di operatori 'full driver' sono Roma, Milano e Napoli.
Ripercussioni sulla filiera e sui beni di consumo
Oltre all'impatto diretto su automobilisti e professionisti della strada, gli aumenti dei carburanti stanno creando effetti a catena sull'intera filiera logistica.
La dipendenza della distribuzione nazionale dal trasporto su gomma significa che ogni incremento del prezzo del diesel o della benzina si traduce immediatamente in maggiori costi per materie prime, semilavorati e prodotti finiti.
Gli esperti avvertono che i rincari si riflettono non solo sui trasportatori, ma anche sui prezzi al dettaglio dei beni di largo consumo, dagli alimentari ai prodotti industriali.
Il risultato è un effetto combinato: le famiglie pagano di più sia alla pompa sia sugli scaffali, e le imprese devono affrontare margini di profitto più stretti o trasferire i costi sui clienti, quando possibile. Per monitorare l'impatto sui costi assicurativi dei trasporti, visita l'analisi Segugio.it.
I settori più colpiti sono quelli 'time-sensitive', come il food delivery, la logistica dell'ultimo miglio e i servizi turistici su strada, che non possono rimandare consegne né cambiare il percorso dei veicoli.
L'aumento dei costi energetici spinge così molte aziende a rivedere gli investimenti, con possibili ricadute sull'occupazione e sull'efficienza della catena distributiva.
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