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Energia: il caro-fresco pesa sulle famiglie, fino al 140% in più

Ecobonus e Conto Termico 3.0 possono coprire una parte significativa della spesa. L'aumento dei condizionatori provoca blackout. In caso di interruzioni prolungate sono previsti indennizzi, mentre il cambiamento climatico rende il raffrescamento una necessità con importanti ricadute economiche e sociali.

10/07/2026
giovane impiegata in ufficio con aria condizionata
Studio di Federconsumatori sui costi per raffrescare la casa

L'ondata di caldo che sta interessando l'Italia costringe sempre più famiglie a utilizzare condizionatori e ventilatori per trovare sollievo. Ma mantenere fresca la propria casa ha un costo che non tutti possono sostenere allo stesso modo. È il fenomeno della cosiddetta ‘cooling poverty’, la povertà da raffrescamento, una nuova forma di disuguaglianza che rende l'accesso al fresco sempre più difficile per molte persone e famiglie. Secondo un report di Federconsumatori, la possibilità di affrontare il caldo dipende infatti da diversi fattori: dalla qualità dell'abitazione alla presenza di impianti efficienti, fino alla disponibilità di informazioni e strumenti per proteggersi dalle alte temperature.

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Condizionatori efficienti, bollette molto più leggere

Lo studio mette a confronto due famiglie composte da tre persone, entrambe dotate di due condizionatori utilizzati in media sette ore al giorno. La differenza nei consumi è significativa. Una famiglia con impianti ad alta efficienza energetica spende – per esempio - circa 66,40 euro al mese, mentre un’analoga famiglia che utilizza apparecchi più vecchi e meno efficienti arriva a spendere 159,20 euro al mese, con una spesa superiore del 140%. Questo dimostra – secondo l’analisi - come investire in tecnologie più moderne possa ridurre sensibilmente i costi energetici, anche se l'investimento iniziale resta elevato. Ma anche ‘correre ai ripari’ all’ultimo minuto può costare caro a una famiglia.

Acquistare un condizionatore è sempre più costoso

La disparità emerge già al momento dell'acquisto. I climatizzatori più efficienti hanno prezzi decisamente superiori rispetto ai modelli base. Nel 2026 un condizionatore monosplit di classe energetica A++ costa tra 299 e 529 euro, mentre un modello A+++ può arrivare fino a 1.499 euro, con un incremento medio del 4,5% annuo. A tali importi c’è da aggiungere l’installazione, che varia tra 155 e 360 euro, in base alla complessità dell'intervento. Anche gli altri dispositivi utilizzati per combattere il caldo registrano rincari. Secondo l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, rispetto al 2025 i prezzi di ventilatori, deumidificatori e climatizzatori sono aumentati in media del 2,4%.

I bonus disponibili per ridurre la spesa

Per chi decide di installare un impianto più efficiente sono comunque disponibili alcuni incentivi. L'Ecobonus permette di detrarre il 50% della spesa, fino a un massimo di 30mila euro, per l'installazione di pompe di calore ad alta efficienza nella prima casa. La detrazione scende al 36% per gli altri immobili. Per ottenere il beneficio è necessario effettuare il pagamento tramite bonifico parlante e rispettare i requisiti tecnici previsti dalla normativa. È inoltre disponibile il Conto Termico 3.0, gestito dal GSE, che può coprire fino al 65% della spesa ammissibile. L'incentivo non prevede limiti di reddito, ma non può essere cumulato con altre agevolazioni per lo stesso intervento.

Più consumi, più blackout

L'aumento dell'utilizzo dei climatizzatori mette sotto pressione anche la rete elettrica. In diverse città italiane, tra cui Torino, Napoli e l'area di Milano, si stanno registrando blackout dovuti al sovraccarico delle infrastrutture. Quando l'interruzione dell'energia supera le otto ore consecutive nei Comuni con oltre 5mila abitanti, oppure le dodici ore nei centri più piccoli, gli utenti domestici hanno diritto a un indennizzo automatico previsto da Arera. Il rimborso parte da circa 30 euro e aumenta di 15 euro ogni quattro ore aggiuntive di interruzione, fino a un massimo di 300 euro. L'importo viene accreditato direttamente in bolletta, purché il cliente sia in regola con i pagamenti.

Non è più solo una questione di confort

Oltre all'indennizzo automatico, chi ha subìto danni documentabili a causa del blackout può anche presentare un reclamo scritto per richiedere un ulteriore risarcimento. L'indagine dell’Associazione dei consumatori evidenzia inoltre come il cambiamento climatico stia producendo anche effetti economici e sociali. In sostanza, secondo lo studio, raffrescare la propria casa non è più soltanto una questione di comfort, ma un'esigenza che rischia di ampliare le differenze tra chi può permettersi impianti efficienti e chi, invece, è costretto a sostenere costi energetici molto più elevati o a rinunciare al fresco durante le giornate più torride. Un’altra componente che accentua la disparità sociale nel nostro Paese.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

energia federconsumatori famiglia
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