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Tanti bond in scadenza nei prossimi cinque anni
S&P Global Fixed Income Research stima in un recente report che entro il 2021 andranno a scadenza 9.600 miliardi di dollari in obbligazioni corporate con merito di credito.
L'ammontare complessivo del debito che dovrà essere rimborsato dalle aziende nei prossimi cinque anni è aumentato dell'1% rispetto all'inizio del 2016, mentre è aumentato del 3% rispetto a un anno fa quello in maturazione nel corso del 2017, in conseguenza delle emissioni di prestiti a breve e medio termine da parte delle società finanziarie, che hanno più che compensato il declino delle emissioni da parte delle aziende non finanziarie.
I debiti in scadenza ammontano a 1.800 miliardi di dollari nel 2017 e nel 2018, che saliranno a oltre 2.000 miliardi nel 2021. La maggior parte dei bond che andranno a maturazione sono investment grade: il 91% del debito in scadenza nel 2017 e il 77% di quello in scadenza entro il 2021 hanno infatti un rating da 'BBB' in su. La maturità media di tutti i bond corporate con merito di credito su scala mondiale è di 4,9 anni.
A livello geografico, le aziende statunitensi detengono la componente maggiore del debito in scadenza, con una percentuale del 44%, seguite dalle corporate europee con il 38%, da quelle degli altri paesi sviluppati (Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda) con l'11% e dalle aziende dei paesi emergenti con il 7%.
Gli Stati Uniti detengono anche una percentuale decisamente più alta di debito con rating speculativo rispetto all'Europa e al resto del mondo sviluppato, e questo in parte a causa di differenze strutturali nei rispettivi mercati del credito.
Con l'avvicinarsi delle scadenze, le aziende avranno la necessità di reperire nuovi fondi sul mercato del credito, emettendo nuovi bond o chiedendo prestiti per rifinanziare la componente maggiore del debito esistente.
Ma dopo tanti anni di condizioni favorevoli per il mercato del credito, oggi il contesto è diventato più complesso e difficile, a causa di numerosi fattori, quali la Brexit, le incertezze geopolitiche, la diffusione di ideologie di stampo populista, le aspettative di aumento dei tassi di interesse e la volatilità sul mercato dei cambi.
Le condizioni per l'accesso al credito hanno iniziato a diventare considerevolmente più restrittive nella prima parte del 2016, in conseguenza del crollo dei prezzi delle commodity e della volatilità dei mercati azionari, in particolare di quello cinese, che hanno innescato una fuga dal rischio e un conseguente "flight to quality".
Tuttavia, grazie al successivo recupero dei prezzi di petrolio e gas, e all'avvio da parte del governo cinese di una politica aggressiva di sostegno alla crescita, il mercato del credito si è poi stabilizzato nell'ultima parte dell'anno, con un calo dei rendimenti e un rimbalzo dei prezzi.
Poco meno di un quarto dell'ammontare di bond in scadenza nei prossimi cinque anni ha un rating speculativo, al di sotto di BB+. Se le condizioni del credito peggiorassero, il debito di qualità inferiore potrebbe avere maggiori difficoltà ad essere rifinanziato, e i rischi potrebbero provenire sia da una liquidità disponibile limitata sia da tassi di interesse più elevati.
Ma nonostante i rischi per i bond a basso rating, secondo S&P le attuali condizioni del credito e il livello delle emissioni dovrebbero essere sufficienti per consentire alle aziende di gestire i rifinanziamenti nei prossimi cinque anni senza troppe difficoltà.