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Obbligazioni: il mercato dell’energia detta la direzione
Schroders è prudente sui Treasury Usa, mentre vede opportunità per l’obbligazionario di Canada e Australia: la prima per l’economia debole e aspettative di rialzo tassi ritenute eccessive e per la seconda fine del ciclo restrittivo e politica fiscale più neutrale. Strategia globale cauta ma selettiva.
Negli ultimi due mesi, da quando la crisi geopolitica è sfociata nella guerra all’Iran e poi si è allargata ad altri Paesi della zona, i prezzi dell’energia continuano a essere il principale fattore in grado di influenzare l’andamento dei mercati finanziari globali e, in particolare, di quelli obbligazionari. L’evoluzione della situazione in Iran e in Medio Oriente, ha rilevato James Bilson, Global unconstrained fixed income strategist di Schroders, sta influenzando direttamente i corsi del petrolio e del gas, con inevitabili ripercussioni sui rendimenti dei titoli di Stato. Solo nell’ultimo mese, ha osservato l’esperto, i progressi verso una soluzione della crisi iraniana sono stati limitati e il percorso per arrivare a una soluzione appare attualmente più incerto.
La Fed dovrebbe rimanere ferma
In questo contesto, le oscillazioni dei prezzi energetici continuano a riflettersi quasi automaticamente sui mercati obbligazionari, una dinamica che potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi. Anche perché gli effetti del conflitto in Iran sull’economia globale si stanno facendo sentire a più livelli. Sul fronte della politica monetaria, per esempio, Schroders ha rivisto le probabilità attribuite ai diversi scenari macroeconomici. Le ipotesi più favorevoli, caratterizzate da un rapido rallentamento dell’inflazione, sono state accantonate. Lo scenario oggi ritenuto più probabile resta quello di una Fed orientata a mantenere invariati i tassi, anche se – a causa delle minacce di un ritorno dell’inflazione - è aumentata la possibilità di nuovi rialzi.
Economia statunitense in salute
A sostenere questa visione contribuisce, per altro, anche la solidità dell’economia statunitense. Il mercato del lavoro, che in passato aveva mostrato alcuni segnali di debolezza, è infatti tornato a evidenziare una buona tenuta. Quest’ultimo è un elemento particolarmente importante per la Fed, il cui mandato comprende anche il raggiungimento della piena occupazione. Secondo Bilson, il miglioramento dell’occupazione riduce quindi le motivazioni per un taglio dei tassi nel breve termine. A suffragare questa visione anche il fatto che il settore produttivo Usa mostra segnali positivi. La crescita degli investimenti legati all’IA continua a sostenere il comparto manifatturiero, ma il miglioramento si sta gradualmente estendendo ad altri settori dell’economia.
Perché è interessante il Canada
Nel frattempo, aggiunge l’esperto, gli effetti dell’inflazione sui redditi delle famiglie vengono in parte compensati dalle misure di stimolo fiscale introdotte dall’amministrazione Trump, anche se emergono difficoltà tra i nuclei a basso reddito. Alla luce di tale scenario, la banca d’affari mantiene una posizione prudente sui Treasury, considerati meno interessanti rispetto ad altre opportunità presenti sull’obbligazionario globale. Tra le aree che continuano a offrire valore, Schroders individua l’Australia e il Canada. Nel caso canadese, l’economia mostra ancora segnali di debolezza e i dati recenti sul mercato del lavoro confermano una frenata dell’attività. Per questo, per Bilson, appaiono eccessive le aspettative di rialzo dei tassi incorporate nei corsi dei bond.
L’opportunità del mercato australiano
L’Australia è guardata con favore perché il recente bilancio federale ha segnato il passaggio da una politica fiscale espansiva a una più neutrale, mentre la Banca centrale ha già effettuato diversi interventi restrittivi. Pur non escludendo ulteriori rialzi dei tassi, gli investitori iniziano a intravedere la fine del ciclo di rialzi, fase che storicamente rappresenta un momento importante per l’obbligazionario. Più equilibrata è la valutazione sull’Eurozona. Schroders mantiene una posizione neutrale in attesa di maggiore chiarezza sull’evoluzione dei prezzi energetici. Se petrolio e gas dovessero diminuire sensibilmente, i bond potrebbero beneficiare di un recupero. Al contrario, un’ulteriore pressione inflazionistica rischierebbe di pesare sulle quotazioni.
Prudenza sul mercato del Regno Unito
Analoga cautela viene mantenuta anche nei confronti del mercato del Regno Unito, dove l’elevata esposizione del Paese alle dinamiche energetiche globali e l’aumento dell’incertezza politica sul fronte interno suggeriscono agli investitori di attendere condizioni più favorevoli prima di assumere posizioni significative. Dal punto di vista dell’asset allocation, la strategia di Schroders resta sostanzialmente invariata. La banca d’affari continua infatti a mantenere una posizione prudente sul credito societario, giudicato poco conveniente ai livelli attuali, mentre individua opportunità interessanti nel debito dei mercati emergenti e nei titoli dei Paesi periferici dell’Eurozona, con una particolare attenzione nei confronti della Grecia.
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