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Banca d’Italia: in lieve calo i prestiti al settore privato

A gennaio sono diminuiti i tassi sui mutui per l’acquisto di case al 3,5 per cento e quelli sui nuovi prestiti al 4,15 per cento. Tuttavia, i tassi sui prestiti al consumo sono saliti al 10,5 per cento. Nel mese, le banche hanno incrementato il possesso di titoli di Stato a 369,757 miliardi.

27/03/2025
sede della banca d'italia
Analisi del report mensile di Banca d'Italia

Sebbene la Bce porti avanti il ciclo di allentamento monetario – avviato nel giugno 2024 (con un taglio complessivo per 150 punti base) – l'effetto di questa politica sulla liquidità e sui prestiti è parzialmente limitato dall'eredità del precedente ciclo rialzista. È la stessa Eurotower che ha rilevato questo ‘‘ritardo’’, sottolineando che gli effetti ancora in atto degli aumenti dei tassi di interesse passati continuano a gravare sui finanziamenti esistenti, in particolare su quelli contratti durante il periodo di politica monetaria più restrittiva. In altre parole, anche se l'allentamento monetario in corso favorisce sì una maggiore accessibilità al credito, le cicliche difficoltà derivanti dai prestiti preesistenti riducono l'efficacia dell’azione della Bce.

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-0,2% i prestiti complessivi, ma +0,4% quelli alle famiglie

Un quadro che trova suffragio nei numeri contenuti nel più recente rapporto ‘‘Banche e moneta: serie nazionali’’ pubblicato da Banca d’Italia, secondo cui nel mese di gennaio i prestiti concessi dal sistema al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell’ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono complessivamente diminuiti dello 0,2 per cento sui dodici mesi (-0,3 per cento nel mese precedente). In particolare, sono andati meglio i prestiti alle famiglie, che sono aumentati dello 0,4 per cento sui dodici mesi, accelerando addirittura il ritmo rispetto a dicembre (+0,2 per cento), mentre quelli concessi alle società non finanziarie sono diminuiti dell’1,9 per cento (-2,3 per cento nel mese precedente).

+2,2% la crescita dei depositi

A gennaio si osserva un lieve rialzo del tasso di risparmio degli italiani, segno di una maggiore cautela verso la gestione delle proprie finanze. I depositi del settore privato sono aumentati del 2,2% rispetto al +1,9% di dicembre, indicando una crescente fiducia nel mantenere liquidità in forme più sicure, come i depositi bancari. Questo fenomeno può essere interpretato come una risposta a fattori economici esterni, che spingono a preferire la sicurezza del risparmio rispetto a investimenti più rischiosi. Contestualmente, però, si evidenzia un rallentamento nella raccolta obbligazionaria, un altro indicatore importante del comportamento degli investitori. A gennaio, la relativa raccolta è aumentata del 5,9% (+6,5% registrato a dicembre).

I mutui diventano meno cari: tassi calano al 3,5%

Mercato dei mutui più accessibile: a gennaio i tassi sui prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di case comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) si sono collocati al 3,50% (3,55% a dicembre). La quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata dell’11,4% (6,5 a dicembre). Il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo è stato del 10,50% (10,09% a dicembre). I tassi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati del 4,15% (4,40), quelli per importi fino a un milione di euro sono stati del 4,66% e quelli sui nuovi prestiti di importo superiore sono stati del 3,89%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati dello 0,85% (0,89% a dicembre).

Aumentano i titoli di Stato detenuti dalle banche

Infine, per quanto riguarda i titoli in portafoglio emessi da residenti in Italia (diversi da azioni e partecipazioni), le banche italiane in gennaio possedevano titoli di Stato italiani per un ammontare di 369.757 miliardi di euro, in aumento del 2,9% sul mese precedente. Dallo stesso periodo dello scorso anno, questo ammontare è salito del 5,4%. Si conferma che buona parte di questo portafoglio, secondo le tabelle pubblicate da Banca d’Italia allegate al bollettino, è rappresentato dai Btp: a gennaio saliti a 263.919 miliardi dai 252.673 miliardi di dicembre (con un balzo dell’8% dallo stesso mese del 2024). Al secondo posto della classifica ci sono i Cct (84,53 miliardi contro 85,85 miliardi del mese precedente) e infine i Bot (6,56 miliardi contro 5,78).

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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