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Consumi: italiani sempre più indebitati, 178 miliardi di euro di credito
Finanziamenti più costosi: il TAEG del credito al consumo lo scorso luglio è salito al 10,38 per cento dal 7,64 per cento del 2021, comportando rate e costi complessivi più elevati per chi prende un prestito. L’indebitamento medio per famiglia è di 6.657 euro, con forti differenze territoriali.
Le famiglie italiane ricorrono sempre più al credito per sostenere le proprie spese. Nel 2025 il valore complessivo del credito al consumo concesso dalle banche e dalle finanziarie ha infatti raggiunto quasi 178 miliardi di euro, con una crescita del 62% rispetto a nove anni prima. In termini assoluti, si tratta di circa 68 miliardi in più. I dati sono contenuti in un'analisi dell'Ufficio studi della CGIA di Mestre, che fotografa un aumento significativo del ricorso ai prestiti per finanziare consumi e affrontare le necessità quotidiane. La cifra, ed è da precisare, non comprende i mutui per l'acquisto della casa, considerati separatamente perché legati a investimenti di lungo periodo. Se però si aggiungono questa componente e le altre forme di finanziamento, il debito complessivo degli italiani arriva a 612,6 miliardi di euro. Solo i mutui per l'abitazione rappresentano 447,5 miliardi e coinvolgono circa 3,8 milioni di famiglie.
L’esigenza di arrivare a fine mese e per gli acquisti
L'aumento del credito al consumo secondo gli addetti ai lavori ha diverse spiegazioni. Da una parte ci sono le famiglie che chiedono liquidità per affrontare una spesa imprevista o difficoltà temporanee. Dall'altra ci sono i prestiti usati per acquistare beni costosi, come auto, mobili, elettrodomestici e apparecchi elettronici. Un fenomeno che negli ultimi anni è stato favorito anche dalla contestuale perdita del potere d'acquisto provocata dall'inflazione. Infatti, con prezzi più alti e redditi cresciuti meno rapidamente, una parte degli italiani è stata costretta a fare ricorso al credito per mantenere il proprio livello di consumi. L'indebitamento, secondo la CGIA, non rappresenta necessariamente un segnale di difficoltà. Il credito può infatti sostenere i consumi e, di conseguenza, l'attività economica. Il problema emerge quando i debiti crescono più rapidamente dei redditi e le rate diventano difficili da sostenere.
Il costo del credito resta elevato
I numeri, per altro, suffragano questa tesi. Anche perché a pesare sulle famiglie contribuiscono anche i costi dei finanziamenti. Nel credito al consumo, il TAEG, che comprende il tasso di interesse e le principali spese legate al prestito, è passato dal 7,64% del 2021 al 10,16% del 2023. Negli anni successivi il valore è rimasto intorno al 10%, ma a luglio 2026 è salito al 10,38%. Rispetto alla fine del 2025, l'incremento è stato di 41 punti base. Quando il TAEG aumenta, il finanziamento diventa più costoso: gli italiani si trovano quindi a pagare rate più alte e a restituire, nel complesso, una somma maggiore.
Umbria, Toscana e Sicilia in cima alla classifica
A livello regionale, nel 2025 è stata l'Umbria a registrare il maggiore indebitamento medio per famiglia: 7.514 euro, il 5,1% in più rispetto all'anno precedente. Seguono la Toscana, con 7.399 euro (+5,6%), e la Sicilia, con 7.383 euro (+4,5%). All'estremo opposto, ovvero dove i parsimoniosi sono più numerosi, si trovano il Friuli Venezia Giulia, con 5.845 euro, la Basilicata, con 5.536 euro, e soprattutto il Trentino-Alto Adige, con 3.824 euro. A fronte di una media nazionale che si è fermata a 6.657 euro per famiglia, in aumento comunque del 4,9% rispetto al 2024.
Siracusa è la provincia con l'esposizione più alta
Il quadro cambia ulteriormente guardando ai dati provinciali, dove il poco invidiabile primato spetta a Siracusa, che registra il livello più elevato di debito al consumo per famiglia, con 8.437 euro, il 4% in più in un anno. Seguono nel ranking Massa-Carrara, con 8.373 euro, Lodi, con 8.280 euro, e Pistoia, con 8.168 euro. Proprio Pistoia, insieme a Ravenna, ha registrato anche uno degli aumenti più marcati rispetto al 2024: +7,1%. Le esposizioni più contenute si rilevano invece a Trento, con 4.524 euro per famiglia, Sondrio, con 4.400 euro, e soprattutto Bolzano, dove il dato si ferma a 3.106 euro. I numeri mostrano quindi una realtà molto diversa da territorio a territorio. In generale, secondo l’analisi della CGIA, il ricorso al credito continua a crescere, ma il suo impatto sulle famiglie italiane dipende dalla loro capacità di sostenere le rate con redditi sufficienti e stabili.
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