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Auto: 7 italiani su 10 pronti all’acquisto dei marchi cinesi

Il 47 per cento predilige SUV e crossover cinesi. Il 50 per cento indica l’ibrido come soluzione ideale, più dell’elettrico puro. Il budget massimo per la maggioranza resta intorno ai 30mila euro. Restano dubbi su materiali e post-vendita, anche se la maggioranza ritiene l’assistenza competitiva.

25/02/2026
una coppia dal concessionario per scegliere una nuova auto
Ricerca di Areté sulle auto cinesi

Le auto prodotte in Cina non sono più viste dagli italiani come un’alternativa di nicchia, un ripiego o una scelta ‘low cost’. Oggi, infatti, nel nostro Paese conquistano sempre più spazio e, soprattutto, la fiducia dei consumatori. Secondo una nuova instant survey realizzata da Areté nel gennaio 2026, il 73% degli italiani si dice pronto ad acquistare una vettura made in China. Un dato in crescita rispetto al 68% registrato nell’ottobre 2024. Un balzo in avanti – sottolinea lo studio – che racconta un cambiamento culturale prima ancora che commerciale: l’auto cinese non è più vista solo come sinonimo di prezzo conveniente, ma sempre più spesso di qualità, tecnologia e affidabilità.

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Non solo convenienza: ora conta la qualità

Se in passato il principale punto di forza dei brand cinesi era il costo più accessibile, oggi lo scenario è cambiato. Certo, il 45% degli intervistati continua a indicare il prezzo come il fattore decisivo, ma a pesare di più è la qualità complessiva del prodotto che giunge sul mercato. Per il 51% del campione, infatti, la scelta si basa su elementi come affidabilità, materiali, dotazioni tecnologiche e sistemi avanzati di assistenza alla guida. In altre parole, gli automobilisti italiani riconoscono ai costruttori cinesi un livello sempre più vicino agli standard europei. È un cambio di percezione importante: il consumatore non compra più per risparmiare, ma perché ritiene il prodotto valido e competitivo.

Chi guarda al settore auto anche come opportunità di investimento può approfondire i temi legati alla mobilità del futuro con gli articoli di FondiOnline dedicati all’auto elettrica e mobility green e, più in generale, valutare i comparti specializzati nella transizione energetica e nuove tecnologie.

SUV e ibrido nel mirino

L’identikit dell’auto cinese ideale in testa degli italiani è piuttosto chiaro. Quasi la metà degli intervistati nella ricerca (47%) preferisce SUV e crossover, modelli spaziosi e versatili, adatti sia alla città sia ai viaggi. Quanto alla motorizzazione, e contro le aspettative, oggi non è l’elettrico puro a dominare le preferenze. Il 50%, infatti, indica nell’ibrido la soluzione più evoluta e adatta alle proprie esigenze. Una scelta che riflette il desiderio di ridurre consumi ed emissioni senza rinunciare alla flessibilità della propria vettura. Sul fronte del budget, la soglia psicologica resta quella dei 30mila euro: è questo il tetto massimo che la maggioranza è disposta a spendere per l’acquisto.

Accanto alla valutazione del modello, resta fondamentale anche la scelta della copertura assicurativa. Per trovare una assicurazione auto in linea con il valore del veicolo e con le proprie esigenze di guida è possibile confrontare online preventivi di più compagnie tramite Segugio.it Assicurazione Auto.

Dubbi ancora presenti, ma minoritari

Nonostante il crescente interesse, una parte dei consumatori mantiene qualche riserva. Il 28% teme che la qualità dei materiali non sia ancora all’altezza delle aspettative, mentre un altro 28% esprime perplessità sul servizio post-vendita. Tuttavia, anche su questo fronte emergono segnali incoraggianti per i marchi cinesi: il 62% degli intervistati ritiene che l’assistenza possa competere con quella dei brand europei. Un dato che suggerisce una fiducia in progressivo consolidamento. Le case cinesi, stima il presidente di Areté, Massimo Ghenzer, sono destinate nei prossimi anni ad aumentare la loro quota di mercato. Il prezzo rimane un elemento importante, ma non è più l’unico né il primo motore della scelta.

L’acquisto resta “fisico”

La ricerca sottolinea come sia interessante l’esperienza di acquisto. Nonostante la crescente digitalizzazione, per le auto provenienti dalla Cina vince ancora il contatto diretto: quasi tutti gli italiani preferiscono infatti recarsi in concessionaria. E per 8 italiani su 10 il test drive è un passaggio fondamentale prima della decisione finale. Per loro, in sintesi, le auto cinesi nel Belpaese non sono più una scommessa, ma una realtà consolidata. E se la fiducia continuerà a crescere a questo ritmo, il panorama dell’automotive italiano potrà cambiare molto più rapidamente di quanto si pensi.

In quest’ottica, il settore auto – dalla componentistica all’elettrico – può essere visto anche come tema d’investimento da inserire in una strategia di diversificazione più ampia. Per costruire il portafoglio è possibile utilizzare gli strumenti di ricerca fondi di FondiOnline.it e, parallelamente, proteggere il valore del veicolo scegliendo in modo consapevole la polizza più adatta tramite il confronto su Segugio.it Assicurazioni.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

auto areté cinesi
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