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Conti correnti: spesa in lieve rialzo, ma vincono i conti online
Per i conti correnti postali, nel 2024 si registra un aumento più marcato della spesa media annua, a 71,6 euro, dovuto sia all’incremento delle commissioni sia a una maggiore operatività. La spesa media ponderata complessiva scende, in linea con l’Europa, grazie al peso crescente dei conti online.
Il costo dei conti correnti in Italia ha registrato nel 2024 un leggero incremento, nonostante il nostro Paese abbia ‘scoperto’ ancora di più la convenienza dei prodotti simili offerti via rete. È quanto emerge da una recente indagine di Banca d’Italia che, nel complesso, delinea come il costo del conto corrente dipenda sempre più non solo dalle condizioni contrattuali che un risparmiatore stipula con la banca, ma anche dalle abitudini di utilizzo dei clienti. Proprio per questo motivo, la crescita dei conti online spicca come uno dei fattori chiave nel contenimento della spesa media, segnando - di fatto - una trasformazione strutturale nelle scelte delle famiglie italiane e anche del mercato dei servizi bancari.
Per maggiori informazioni su quanto costa un conto corrente, è possibile consultare la news dedicata su ConfrontaConti.it.
Conti correnti: come cambia l’approccio delle famiglie?
L’analisi, basata sui dati documentati negli estratti conto, consente di andare oltre i listini ufficiali e, anche, di misurare l’impatto delle condizioni applicate dagli intermediari bancari e postali, tenendo conto dei comportamenti concreti dei correntisti. Lo studio, che offre una fotografia dettagliata delle spese di gestione effettivamente sostenute nel 2024, rileva (per ciascun conto e per ogni tipologia di servizio collegata) il numero di operazioni effettuate nell’anno e la relativa spesa. Questo approccio ha permesso di calcolare il costo medio unitario delle singole operazioni e di valutare come l’evoluzione dei prezzi e l’intensità d’uso dei servizi incidano sulla spesa complessiva.
Ne emerge un quadro articolato, in cui alla riduzione di alcune voci di costo si contrappone un aumento dell’operatività, accompagnato dall’aumento di altre commissioni. Nel dettaglio, per i conti correnti tradizionali, lo scorso anno si è registrata una diminuzione dei canoni di base e dei costi per l’emissione delle carte di debito. Tuttavia, secondo l’indagine, a questo contenuto ribasso si è affiancato un incremento delle commissioni medie sulle operazioni e - da parte dei clienti - un utilizzo più frequente del conto. Al netto di questo, il risultato complessivo è stato un lieve aumento della spesa media annua di gestione, salita così a 101,1 euro, dai 100,7 euro registrati nel 2023.
La convenienza dei conti online
Diversa la dinamica registrata nei conti correnti bancari online, per i quali i prezzi unitari dei servizi sono scesi, a conferma della maggiore competitività di questa tipologia di offerta, ma anche qui l’operatività dei correntisti è cresciuta. L’effetto combinato ha portato nel 2024 a un aumento contenuto (di 1,7 euro) della spesa media di gestione, attestatasi a 30,6 euro, restando così nettamente inferiore a quella dei conti tradizionali. Per i conti correnti postali, invece, l’indagine segnala un incremento sia delle commissioni unitarie sia del numero di operazioni effettuate. Di conseguenza, la spesa media annua di gestione è cresciuta in modo più marcato, passando da 67,3 a 71,6 euro.
Conti correnti: la spesa media ponderata scende a 85,3 euro
Considerate le tre tipologie, la spesa media ponderata è calata in un anno di 2,5 euro, a 85,3 euro. Questo dato, apparentemente in controtendenza rispetto ai rialzi per singole categorie, si spiega col crescente peso dei conti online nel panorama dei rapporti bancari delle famiglie. Il gradimento della soluzione digitale, più economica e flessibile, ha compensato sia l’aumento dei prezzi medi (+1 euro) sia quello dell’operatività (+0,1 euro). L’indagine fornisce indicazioni anche su alcune voci specifiche di costo legate al credito in conto corrente. La commissione per la messa a disposizione dei fondi (MDF) è rimasta stabile, all’1,6% del credito accordato. In aumento invece la commissione di istruttoria veloce (CIV) applicata in caso di sconfinamenti o scoperti di conto, salita da 13,7 a 16,2 euro: dato che richiama l’onerosità delle situazioni di utilizzo non programmato del credito.
Conti correnti: l’Italia in linea con gli altri Paesi
Il quadro del nostro Paese appare nel complesso in linea con la media europea. Le stime comparative disponibili indicano un costo annuo medio dei conti correnti nell’area attorno ai 90–95 euro per un profilo di utilizzo standard. In particolare, la spesa media ponderata (85,3 euro) rilevata in Italia risulta inferiore, mentre quella dei soli conti tradizionali (circa 101 euro) si colloca su livelli analoghi a quelli degli altri principali Paesi.
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