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Gas: sempre più caro, bollette su del 10,5% per utenti vulnerabili
L’impossibilità di far fronte ai costi di riscaldamento aumenta la povertà energetica. Federconsumatori chiede di ampliare la platea degli utenti vulnerabili, introdurre tariffe più eque e trasparenti, spostare parte degli oneri sulla fiscalità generale e considerare l’energia come bene fondamentale.
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per migliaia di famiglie italiane: il costo del riscaldamento ha fatto un balzo decisamente marcato. Le bollette del gas hanno infatti continuato a salire e a pagare il prezzo più alto – come ha sottolineato la nota di Federconsumatori – sono ancora una volta gli utenti vulnerabili, cioè coloro che già vivono in condizioni di fragilità sotto i profili economico e sociale. Secondo i dati comunicati da Arera, nel mese di gennaio il prezzo di riferimento del gas ha raggiunto 113,02 centesimi di euro al metro cubo, con in rialzo del 10,5% mensile. Un rincaro pesante, dovuto soprattutto alla crescita delle quotazioni all’ingrosso, spinte dal freddo intenso che ha colpito il continente e dall’aumento della domanda. Per un’analisi di dettaglio sul nuovo prezzo di riferimento per i vulnerabili si veda anche Costo del gas per i clienti vulnerabili: +10,5% dopo l’aggiornamento ARERA.
Bollette imprevedibili e difficili da sostenere
Un aumento che, secondo gli osservatori, arriva in un momento particolarmente delicato. Da mesi si parla di un possibile calo dei prezzi dell’energia, ma la realtà racconta altro. In Italia, come nel resto d’Europa, il mercato resta instabile e fortemente influenzato da fattori esterni: dalle tensioni geopolitiche all’andamento del clima, dai livelli delle scorte alle dinamiche speculative. Il risultato è una forte volatilità, che si traduce in bollette imprevedibili e difficili da sostenere. Dopo i picchi record del biennio 2022-2023, legati alla crisi energetica e alla guerra in Ucraina, molti speravano in una fase di normalizzazione del mercato. In parte i corsi sono scesi rispetto a quei massimi, ma restano comunque elevati e soggetti a continui scossoni. Basta, infatti, un inverno più rigido o un aumento della domanda per far ripartire la corsa, come sta accadendo in questo periodo.
In crescita il fenomeno della povertà energetica
Per le famiglie questa volatilità significa soprattutto una cosa: incertezza. Per gli italiani, secondo l’Associazione, è infatti sempre più difficile programmare le spese, pianificare il bilancio domestico e far fronte ai costi essenziali. Il fenomeno della povertà energetica, cioè l’impossibilità di riscaldare in modo adeguato la propria casa o di pagare regolarmente le relative bollette, è in crescita e riguarda una platea sempre più ampia di cittadini. A pesare è anche l’assenza di interventi strutturali. Da tempo si parla di un possibile “decreto bollette”, ma finora non sono arrivate misure concrete e incisive. Il rischio è che eventuali provvedimenti arrivino tardi e non siano sufficienti ad affrontare una crisi che, per molte famiglie, è già realtà. Un quadro più ampio sul tema è offerto dall’analisi di FondiOnline Bollette: le Pmi italiane pagano quasi il doppio delle grandi imprese, che evidenzia anche come 2,4 milioni di famiglie vivano oggi in povertà energetica.
Ampliare la platea degli utenti vulnerabili
Per questo motivo, secondo le associazioni dei consumatori, sono necessarie azioni immediate a livello istituzionale per contenere i prezzi e offrire un sostegno reale a chi è in difficoltà. In particolare, è necessario rivedere il sistema di tutela per gli utenti vulnerabili, che oggi appare inadeguato. L’obiettivo dovrebbe essere quello di ampliare la platea dei beneficiari, rafforzare le tutele e garantire tariffe davvero eque. Ma questo, secondo Federconsumatori, non basta. Occorre, suggeriscono gli esperti, anche una strategia di lungo periodo: eliminare cioè dalle bollette oneri ormai superati, spostarne una parte sulla fiscalità generale e costruire un sistema più trasparente e progressivo, in cui chi ha di più contribuisce di più.
Proprio su questo fronte interviene l’analisi di FondiOnline Decreto bollette: urgono interventi rapidi e strutturali, che sottolinea come gli interventi spot non siano sufficienti senza una vera riforma del mercato dell’energia e una disaccoppiatura del prezzo dell’elettricità dal gas.
Ora di considerare l’energia un bene fondamentale
Sarebbe ora, continuano gli addetti ai lavori, di iniziare a considerare l’energia un bene fondamentale, indispensabile per garantire condizioni di vita dignitose. Infatti, riscaldare la casa, cucinare, studiare o lavorare non possono essere considerati ‘extra’, ma diritti essenziali. Per questo trattare l’energia come una semplice voce di spesa significa ignorare il suo impatto reale sulla vita delle persone. E la fiammata delle tariffe registrata a gennaio dimostra quanto questo sistema sia ancora fragile e quanto le famiglie siano in balia della volatilità del mercato. Per questo servono interventi strutturali, non solo misure spot, per garantire tariffe più eque, maggiori tutele per i soggetti fragili e un accesso all’energia che sia davvero sostenibile per tutti.
Nel frattempo, le famiglie possono cercare di difendersi valutando con attenzione le offerte luce e gas sul mercato libero, confrontando i contratti a prezzo fisso e variabile. In questo senso, le analisi di Segugio Tariffe – ad esempio Luce e gas: a gennaio 2026, meglio prezzo fisso o variabile? – aiutano a capire quale formula sia più adatta in un contesto di prezzi in salita, indicando i livelli delle migliori offerte disponibili sul mercato.
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